Amarone

L'AMARONE

La tradizione di appassire le uve è vecchia di 2000 anni in Valpolicella.
Lo si faceva per dare ricchezza e concentrazione ai vini e soprattutto per mantenerli dolci. Il vino principe delle nostra vallate era il Recioto, nobile discendente dell’Acinatico dei Romani.
Poi, nella seconda metà del secolo scorso, prima come errore enologico, poi sempre più di moda negli anni, fini a soppiantare il Recioto nasce l'Amarone.
La tecnica è sempre la stessa: all'inizio di settembre si raccolgono le uve migliori, le più spargole e si lasciano ad appassire in piccole casse in locali areati fino a gennaio.

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L’uva perde il 50% del proprio peso, cambia nella struttura fenolica, si concentrano gli zuccheri. 
Quando a gennaio si pigia, la temperatura è spesso vicina allo zero e per iniziare la fermentazione occorre scaldare la cantina. Si tratta di una fermentazione lenta e spesso molto lunga, anche un mese, con frequenti rimontaggi ed un paio di delestage.
Poi la svinatura ed il travaso in piccole botti da 225/500 litri dove l'amarone evolve per i primi due anni e ancora, per altri due anni, in botti di rovere da 20/25 ettolitri fino a completa maturazione.

 

 

 

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